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L'utilità dei sistemi di accumulo negli impianti fotovoltaici domestici

La fine dei Conti Energia e dei cospicui rimborsi, ha determinato la necessità una generale decrescita dei ricavi nelle rinnovabili. Inoltre, i costi della rete, con l’introduzione delle nuove norme AEEG, sono allocati con maggior peso sulle bollette degli utenti più parsimoniosi (ovvero di coloro che, a es., usano le rinnovabili). Tale politica energetica ha avuto come conseguenza che, nonostante la presenza delle detrazioni fiscali, ancora per quest’anno al 50%, il raggiungimento del pareggio negli investimenti fotovoltaici si sia allontanato.

La risposta a questa combinazione di elementi penalizzanti si trova nei sistemi di storage. Abbiamo assistito, negli ultimi anni, alla discesa dei costi delle batterie al litio che hanno, oltretutto, mutuato tecnologie sperimentate nei telefoni cellulari. L’aumento della potenza, la compattezza dei volumi, l’incremento del numero di ricariche e quindi di durata, hanno permesso alle batterie di ultima generazione di essere sempre più utilizzate in ambito domestico a completamento degli impianti fotovoltaici montati sui tetti delle case o di quelli in via di realizzazione.

L’utilità dei sistemi di accumulo negli impianti fotovoltaici domestici si è ormai affermata. Il loro valore non sta più nella capacità di back up durante i cedimenti della rete o i black out per maltempo, bensì nell’ottimizzazione dell’uso di energia nelle proprietà dotate d’impianto fotovoltaico.

Il risparmio ottenuto dalla combinazione di energie rinnovabili e sistemi di storage è dato dal fatto che ogni kWh prelevato dalla rete costa x, mentre cedendo energia prodotta e non consumata alla rete, il kWh è valutato (e pagato) x-a, ovvero molto meno. Ciò significa che è di gran lunga più vantaggioso consumare energia prodotta in proprio che quella prodotta dal distributore tradizionale. Anche differendo l’utilizzo grazie alla presenza delle batterie.

I dispositivi di accumulo funzionano in maniera abbastanza semplice. Durante il giorno l’energia elettrica autoprodotta, se non consumata, prima di essere immessa in rete, è convogliata sui sistemi di accumulo per la ricarica. Solo dopo aver caricato la batteria, l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico sarà destinata alla rete. Al contrario, durante la notte o nelle giornate poco assolate, l’utente, prima di prelevare l’energia elettrica dalla rete, utilizza l’energia precedentemente immagazzinata nelle batterie che si scaricano.

Se l’utente è in casa, si ha una situazione di autoconsumo. Se l’utente non è in casa, l’impianto fotovoltaico in combinazione con le batterie, accumulerà l’energia prodotta dal sistema, per un successivo riutilizzo.

Per le ragioni sopra illustrate è chiaro come l’introduzione di un apparato di storage contribuisca a una generale riduzione dei costi di energia. Dati di letteratura constatano che la percentuale di energia elettrica autoconsumata varia da un 30/40% in case dotate da semplici impianti fotovoltaici, a un 70/80% e anche più, in case con impianti fotovoltaici supportati da sistemi di accumulo. E' evidente come oramai sia molto conveniente installare i sistemi di accumulo sia nel caso di nuovi impianti fotovoltaici, sia quando vi siano impianti vecchi, già installati, facendo operazioni di retrofit.