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Razionalizzazione dei costi energetici nella rete di illuminazione pubblica - La diagnosi energetica

E’ evidente che per ottenere l’obiettivo precedentemente esposto (vedi Razionalizzazione dei costi energetici nella rete di illuminazione pubblica - Il contesto), effettuata l’analisi dei consumi energetici, si debba avviare un percorso di razionalizzazione e armonizzazione dei contratti vigenti. Il consumo energetico, inoltre, deve essere contestualizzato sia da punto di vista cronologico (stagionale) sia dal punto di vista urbanistico (percorsi in ombra). L’analisi dei consumi per forza di cose addurrà al confronto tra i dati relativi al consumo fatturato e la potenza degli apparati realmente funzionanti.

Il passo successivo è la presentazione di proposte e di aggiornamenti con i distributori che tengano conto di numerosi parametri, quali a es.:

  • la potenza disponibile in contratto,
  • la potenza stimata assorbita,
  • il mese di riferimento, 
  • i kWh consumati, il costo sopportato,
  • la media di kWh consumati giornalmente,
  • gli orari di accensione media giornaliera.

Il tutto per verificare se vi possano essere sul mercato proposte specifiche che siano più convenienti rispetto alle esigenze riscontrate nell’attività di audit. Frequente è il caso di contratti di fornitura “semplicemente” non aggiornati rispetto all’andamento del mercato dell’energia elettrica. Ossia sono in vigore accordi che contengono tariffe economiche svantaggiate rispetto a offerte più competitive di nuovi operatori o dell’operatore stesso. In questi casi è sufficiente contattare l’ufficio commerciale di riferimento e concordare di aggiornare il contratto su standard economici più convenienti.

Nuove tecnologie si sono affermate nel mercato dell’illuminazione degli ultimi anni. Le caratteristiche che contraddistinguono il funzionamento di una sorgente luminosa sono le seguenti:

  • flusso luminoso,
  • efficienza luminosa,
  • durata di vita utile o media,
  • decadimento luminoso,
  • temperatura di colore,
  • indice di resa cromatica.

Il miglioramento è avvenuto per ogni caratteristica sopra elencata, rendendo le sorgenti luminose di questi ultimi anni più performanti sotto molti punti di vista. Ricordiamo che le tecnologie inerenti le sorgenti luminose degli apparati di illuminazione pubblica sono le seguenti:

  • Lampade a vapori di mercurio ad alta pressione,
  • Lampade a vapori di sodio a bassa pressione,
  • Lampade a vapori di sodio ad alta pressione (SAP),
  • Lampade a ioduri metallici,
  • Lampade a induzione,
  • Lampade a Led. 

Come si può facilmente evincere dalla Figura 3, le plafoniere a tecnologia LED hanno un rapporto lumen/watt pari a più del doppio delle lampade al sodio bassa pressione, quelle comunemente usate per la pubblica illuminazione, ciò significa che a parità di efficienza luminosa, la tecnologia a LED assorbe la metà di energia. Tale calcolo è solo teorico, in quanto nella realtà incide anche il corpo illuminante vero e proprio, gli schermi e i vari riflettori, quindi tutto il complesso plafoniera/lampada.

Efficienza luminosa  reale delle lampade

Figura 3 - Diagramma sull'efficienza luminosa reale

Un altro fattore di notevole importanza viene rivestita dal costo dello smaltimento delle lampade sostituite. Infatti, le lampade ai vapori, qualunque esse siano, devono essere smaltite come rifiuti speciali e devono essere stoccate in appositi contenitori e avviate al trattamento, mentre le lampade a tecnologia led non necessitano di particolare accorgimenti nello stoccaggio, in quanto classificate come non inquinanti, se non nel fatto che sono materiali riciclabili e quindi trattati come tali. Lo smaltimento è legato, naturalmente, alla vita utile della lampada stessa.

Come si vede dalla Figura 4 la vita media della lampada a led è pari a 100.000 h mentre quella di una lampada al sodio bassa pressione è pari a 24.000 h. I tempi per la sostituzione delle lampade si allungano di circa 4 volte. Pertanto, contabilizzando il costo del personale addetto alla manutenzione e per lo smaltimento, comporta un impegno economico quattro volte inferiore, utilizzando le lampade a LED.

vita utile delle lampade

Figura 4 - diagramma sulla vita utile di lampade di diffrente tecnologia

Soprattutto con l’introduzione della tecnologia delle lampade a led si è riscontrata una capacità di rinnovamento nell’ambito della gestione degli impianti di illuminazione pubblica senza eguali. La versatilità nell’utilizzo delle lampade tecnologia led, permette di far funzionare l’illuminazione o in modo tradizionale (ovvero al crepuscolo si accendono e all’alba si spengono mantenendo costante il flusso luminoso) o in modo automatico (con la variazione dell’intensità luminosa delle lampade a seconda degli orari e delle effettive necessità ambientali).

Lasciare acceso alla massima potenza l’impianto d’illuminazione durante le ore notturne, quando il traffico veicolare e pedonale è più scarso, è del tutto inutile. La tecnologia led ci permette di poter modulare l’intensità luminosa delle lampade avendo dei vantaggi in termini di efficienza (l’utilizzo parziale delle lampade, con conseguente allungamento della vita utile) e in termini di costi (consumi di energia).

Il bilancio comunale, una volta rinnovato l’impianto, è in grado di risparmiare sulle spese di bollette fornendo un servizio d’illuminazione migliore e sicuro. Così facendo si otterrà una riduzione delle spese correnti, liberando nel bilancio risorse a favore di prestazioni che l’amministrazione pubblica offre alla collettività. La necessità di adeguare il sistema di illuminazione pubblica alle normative vigenti rappresenta un’ottima opportunità per la riduzione dei consumi energetici della rete di illuminazione pubblica.

L’analisi dei costi individua principalmente due macrovoci di spesa:

  • L’intervento di adeguamento degli impianti alla normativa;
  • L’adozione di tecnologie per il risparmio energetico.

Nel primo caso, è inconfutabile come la riqualificazione normativa del sistema possa comportare anche attività quali: la razionalizzazione degli allacci, la manutenzione straordinaria dell’impianto con dirette ricadute economiche positive. Inoltre, se la messa a norma ha un ritorno economico diretto dovuto a una diminuzione di costi gestionali, è palese che vi siano anche altre ricadute economiche nascoste (figurate) perché incidono a livello di responsabilità e di sicurezza nei confronti del personale addetto e del cittadino. In sintesi le economie conseguibili possono essere indicate nei seguenti principali aspetti:

  • Gestione dei flussi luminosi a seconda delle esigenze operative,
  • Maggiore efficienza luminosa a parità di potenza impegnata,
  • Economie dei costi di recupero degli apparati obsoleti,
  • Vita utile maggiore con conseguente abbattimento dei costi di manutenzione,
  • Gestione ottimizzata della sicurezza stradale e manutentiva